RIDUZIONE DELLA SPESA, DELLA BUROCRAZIA E DEL PERIMETRO DELLO STATO 2017-11-06T14:10:53+00:00

Project Description

RIDUZIONE DELLA SPESA, DELLA BUROCRAZIA E DEL PERIMETRO DELLO STATO

Eliminare gli sprechi riforma dello stato italianoLa Riforma dello Stato in ottica di Spending Review

L’inefficienza dello Stato italiano è il principale fattore limitante le libertà civili ed economiche delle persone e delle imprese in Italia.

L’istituzione delle Province e delle Regioni ha generato sovrapposizioni di competenze, incertezze e conflittualità tra livelli amministrativi, oltre ad una diversificazione normativa per cui la stessa materia è soggetta a regole diverse in ambiti territoriali diversi.

A ciò si aggiunge una burocrazia autoreferenziale e intoccabile le cui prestazioni e sistemi di compenso non sono in alcun modo commisurate alle esigenze dei cittadini.

I tentativi di riforma sono naufragati per il potere di veto delle burocrazie a cui compete l’attuazione di ogni riforma e per la timidezza della politica. Il recente referendum costituzionale è stato respinto perché proposto in un unico pacchetto in cui convivevano elementi positivi e negativi.

Una riforma dello stato è tuttavia irrinunciabile con le seguenti priorità:

  1. Accorpamento delle Regioni in macroregioni, soppressione delle Province e accorpamento dei Comuni, in una logica di reale sussidiarietà e di economie di scala amministrative;
  2. Privatizzazione dei rapporti di pubblico impiego.

Più in generale va innescato un processo di trasformazione complessivo del rapporto tra Stato e cittadini fondato da un lato sull’efficientamento della spesa pubblica e dall’altro sulla riduzione del perimetro dello Stato.

Il fallimento dei processi di “spending review” avviati da diversi governi con autorevoli economisti indipendenti (tra cui Giavazzi, Cottarelli e Perotti) dimostra la mancanza di una reale volontà riformatrice. Non basta però efficientare l’apparato statale, ma è necessario ridurre la sfera di attività dello Stato, che oggi intermedia circa il 50% del PIL, ponendo l’Italia a metà strada tra un’economia di mercato ed una socialista. Previdenza, sanità ed istruzione sono ad esempio ambiti in cui il mercato può e deve ricoprire ruoli di crescente rilievo in una logica di efficienza e creazione di opportunità di impresa e lavoro.