TUTELA DI AMBIENTE E PAESAGGIO – GREEN ECONOMY 2018-02-14T09:27:28+00:00

Project Description

TUTELA DI AMBIENTE E PAESAGGIO – GREEN ECONOMY

Eliminare gli sprechi green economyCon la Green Economy possiamo salvare l’ambiente del nostro Paese e del pianeta

Sempre di più, non solo la competitività, ma anche la sopravvivenza di un Paese si gioca sulla capacità di innovare prodotti e processi produttivi verso la green economy, riducendo a zero l’impatto ambientale sia durante la produzione sia lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti.

L’adozione dell’Agenda 2030 da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2015 e conseguentemente dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, costituisce un quadro di riferimento indispensabile per l’Italia. Le politiche nazionali, regionali e locali dovranno pertanto rispettare tali obiettivi.

Il miglioramento dello stato dell’ambiente costituisce anche un principio etico fondamentale, come insegna Papa Francesco con l’Enciclica Laudato Sì, che richiama alla responsabilità individuale nei confronti degli altri e delle generazioni future.

A questo proposito già la Francia e il Regno Unito hanno annunciato la messa al bando dei veicoli alimentati da combustibili fossili a partire dal 2040 e la Cina sta valutando la stessa misura in modo ancor più coraggioso.

Si noti che già dal 2024/2025 sono stati disposti divieti alla circolazione di autoveicoli diesel a Parigi, Atene, Madrid e Mexico City e dal 2030 per tutti i veicoli a combustione interna a Londra, Milano, Parigi, Copenhagen, Barcellona, LA, Mexico City, Capetown, Quito, Seattle, Auckland e Vancouver.

Analogamente a quanto deciso relativamente alle città di cui sopra, anche l’Italia, che è il Paese europeo dove oggi l’inquinamento dell’aria fa più vittime, deve assumere posizioni di leadership in questo ambito per promuovere una trasformazione complessiva della propria economia, a partire dal divieto di circolazione dei veicoli diesel e dei motorini a 2 tempi nelle città non oltre il 2023 e di tutti i veicoli a combustione interna dal 2030 (AmbienteMilano).

Devono inoltre essere adottati meccanismi innovativi di garanzia (mediante fideiussioni) a carico di chi svolge attività potenzialmente dannose per l’ambiente, anche in una logica preventiva.

In ambito globale, per contribuire alla riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra, l’Italia deve promuovere la completa decarbonizzazione della propria economia, con il progressivo divieto dell’uso dei combustibili fossili in tutti i settori definendo un calendario apposito anche con l’introduzione di una carbon tax possibilmente coordinata a livello europeo.

Alla luce degli studi più accreditati bisognerebbe comunque vietare l’uso completo dei combustibili fossili in tutti i settori (riscaldamento, produzione prodotti e servizi, produzione di energia, shipping & aviation) progressivamente a partire dal 2020 e comunque entro il 2035 a livello mondiale per poter sperare di non oltrepassare il target, indicato nell’Accordo di Parigi sul clima, di 1.5 gradi Celsius di temperatura media del pianeta nel 2100 in più rispetto alle temperature presenti nel periodo pre industriale.

L’Italia dovrebbe inoltre adeguarsi ai più aggiornati standards europei di qualità ambientale rispettando pienamente le prescrizioni europee e promuovendo l’adozione di un calendario per la messa al bando delle sostanze maggiormente nocive per la salute e per l’ambiente.

La grande risorsa del paesaggio naturale e del patrimonio artistico-culturale deve essere tutelata e valorizzata con un rafforzamento del ruolo di tutela delle Soprintendenze statali, di cui si assiste invece ad un progressivo smantellamento.