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La Mafia del fuoco brucia la Calabria. Sospetti sulle centrali a biomassa

L’estate è ormai alle spalle, ma ben conosciamo i roghi che ogni anno tornano a distruggere le nostre preziose aree boschive. Nonostante ci troviamo già in autunno, gli incendi boschivi continuano tutt’ora in Calabria e Piemonte.

Ci è sempre stato detto dai media nazionali che questi roghi fossero appiccati per dispetto alle istituzioni, per qualche piromane oppure per un mozzicone di sigaretta buttato nella sterpaglia.
Ma la realtà è ben diversa da come alcuni politici vogliono o preferiscono farci credere. Purtroppo l’Italia da nord a sud brucia per diversi motivi che spesso non sono quelli che i cittadini comuni vengono portati a credere.

Eliminare gli Sprechi mafia del fuoco calabria centrali energia biomassaIl nostro Paese brucia per bloccare le concessioni edilizie in modo che le organizzazioni criminali possano ricattare le amministrazioni pubbliche e gli imprenditori locali. Fino a 20 anni fa la situazione era esattamente l’opposto, infatti, si bruciava il territorio per poter edificare su quei terreni. Oggi non appena un clan criminale viene a sapere che una zona può diventare edificabile, si preferisce bruciare tutto per bloccarla. Infatti, la legge è cambiata ed impedisce ogni costruzione per i successivi 15 anni da un rogo su terreno boschivo. Questo perché evidentemente non sono prima stati consultati da imprenditori e amministrazioni locali, che devono sottostare ad imposizioni di stampo mafioso.
Spesso però la legge lascia scappatoie, che permettono nonostante gli incendi boschivi di edificare su quei terreni in tempi brevi e non oltre i 15 anni consueti. Basta dichiarare come terreno precedentemente agricolo, quello che in realtà era un rigoglioso bosco, così da poter costruire senza alcun cavillo legale posto dallo Stato.

Quindi il concetto alla base è semplice: se non chiedi il permesso alla ‘ndrangheta di edificare, si brucia tutto. Una volta risistemati gli equilibri in cui lo Stato risulta sottomesso, allora si trova il modo di costruire, sempre sottostando al volere di qualche boss locale.

Un altro dei motivi per cui il nostro territorio viene dato alle fiamme è la bonifica. Immensi terreni dati alle fiamme e successivamente trasformati in discariche ed aree in cui stoccare praticamente di tutto. Oppure si appiccano incendi per intimidazione verso le amministrazioni pubbliche, con lo scopo di dover assoldare agenzie private di sicurezza del territorio. E chi sarà ovviamente a dare tutto alle fiamme se non le stesse agenzie di sicurezza, nel momento in cui non vengono scelte o rinnovati i contratti.

In tutte queste azioni criminali risulta chiarissimo un punto. Lo Stato è il grande assente in questa emergenza, viene messo nella situazione di non svolgere il suo ruolo di controllore e di permettere ai criminali di avere la meglio su cittadini indifesi.

Ma forse la vera beffa in tutta questa storia sono le cosiddette energie rinnovabili, incentivate con risorse pubbliche. In Calabria i roghi hanno raggiunto una situazione insostenibile in questi ultimi 3 anni. Solo in questo 2017 si è raggiunto il picco di incendi dolosi, che vede la provincia di Cosenza come la più colpita. Ben 6000 incendi che hanno distrutto quella che gli antichi Romani chiamavano Silva Brutia.

Il capo della Protezione Civile della Regione Calabria, Carlo Tansi, denuncia queste azioni senza peli sulla lingua. Definendoli “attacchi criminali ben organizzati” che casualmente vengono posizionati lungo il perimetro che “porta alle centrali a biomasse più vicine”.
Purtroppo dopo un incendio, l’area interessata va bonificata e quindi gli alberi coinvolti devono essere tagliati. Ma in Calabria le bonifiche portano a tagliare indiscriminatamente tutti gli alberi presenti sulle aree boschive incendiate, anche gli alberi anneriti dal fumo. Lo scopo è semplice. Utilizzare per l’appunto biomassa per alimentare le centrali che dovrebbero essere ad impatto zero sull’ambiente.

Questa è la “mafia del fuoco” che imperversa in Calabria e che lo Stato per debolezza non è in grado di arginare e fermare.

 

Scritto da: Ciciriello Francesco

 

2017-11-22T11:21:10+00:00

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